Psicologa e Psicoterapeuta a Treviso

Sono le contraddizioni, i contrasti, che rendono le persone uniche, multisfaccettate, poliedriche ed interessanti.

Non parlo di incoerenza rispetto ai propri valori e principi, mi riferisco a quei modi di essere, a quelle caratteristiche genuine e spontanee che spesso vengono celate, chiuse in un cassetto, assieme ad aspirazioni, sentimenti e desideri.

Talvolta le persone li nascondono perchè hanno vissuto ripetute delusioni, oppure non vogliono deludere le aspettative altrui comportandosi diversamente.

Uno psicologo, come gli altri professionisti va in ferie.

Una terapia ben avviata continua, comunque, anche durante queste pause. Alcuni pazienti potrebbero vivere questi periodi con un senso di autonomia, mentre altri con un vissuto di abbandono o semplicemente sentendo la mancanza della routine settimanale/quindicinale rassicurante.

Questi vissuti "fisiologici" possono venir sperimentati differentemente in base alla storia personale dei pazienti ed alla fase del percorso di consulenza o psicoterapia in cui ci si trova. 

Possono essere argomento di confronto con il proprio terapeuta ed un'importante occasione di approfondimento.

Con ciascun paziente o famiglia che si affida, attraverso un tempo di conoscenza e fiducia, si instaura un legame particolare e unico, ben descritto nel libro "Il Piccolo Principe" fatto di sentimenti e "risonanze affettive". Ovvero di sentimenti sia piacevoli che spiacevoli di cui lo psicologo diventa talvolta un "contenitore", aiuta ad attraversarli, a trasformarli o semplicemente a condividerne e sostenerne il peso (in base alla situazione specifica).

Ci sono delle tecniche utili al raggiungimento di  questi obiettivi e delle regole previste dall'approccio professionale le quali definiscono "il setting" (gli orari, la frequenza, l'uso del lei con gli adulti...) che talvolta potrebbero far sembrare lo psicologo inizialmente un pò "distaccato" o "schematico". Tuttavia  servono a garantire che possa svolgere il suo lavoro, fungendo da "base sicura" a cui far riferimento, senza diventare un familiare, un amico o un semplice confidente.

Il lavoro di psicologo è un lavoro speciale, l'ho sempre pensato prima di intraprenderlo e ancora di più nel momento in cui ho iniziato a svolgerlo.

Oggi penso a come stanno i miei pazienti, contenta di rincontrarli.

 

Adolescenti di ieri e di oggi

Dietro a quell'atteggiamento scontroso tipicamente adolescenziale pullulano idee, pensieri ed emozioni.

I ragazzi di oggi, parimenti a quelli di ieri, desiderano essere ascoltati, apprezzati, compiere azioni divertenti, virtuose, essere considerati bravi... un apprezzamento o una critica può influenzare l'umore di un'intera giornata e non solo.

Nel corso di quest'emergenza sanitaria, siamo sottoposti ad uno stress notevole quotidiano, che perdura da quasi un anno.

Secondo l'American Public Health Association, nei prossimi mesi, appena il vaccino farà quello che deve, il mondo si troverà di fronte ad una nuova emergenza, più sottile e nascosta, quella psicologica, ovvero vivremo una "sindrome da stress post lockdown".

L'emergenza sanitaria ha stravolto le nostre abitudini e le nostre sicurezze, ci ha costretti a stare distanti fisicamente dalle persone e dai luoghi per noi fonte di benessere. 

Al giorno d'oggi, in molti Social Network ed applicazioni (Tik Tok non è la sola), tra i minorenni circolano video e contenuti non adatti alla loro fragile età: sfide estreme riguardanti la resistenza fisica, l'aspetto fisico, la sessualità esibita, fino ad arrivare a gesti estremi come il suicidio... 

E' vero che il rischio ed il desiderio di mettersi alla prova fa parte dell'età adolescenziale e che alla base di certi "agiti" suicidari c'è una fragilità personale, un vuoto affettivo, relazionale, sociale... ma è anche vero che, da sempre, esistono alcuni paletti necessari per crescere: ad esempio il bollino rosso o il cartello VIETATO AI MINORI DI 18 anni/16 anni/13 anni e che spesso, da bambini e da ragazzi, ci incuriosivano. In internet un divieto di questo tipo è fittizio, facilmente aggirabile, anche dai più piccoli. 

genitori migliori genitori imperfetti

Capita a tutti di fantasticare su come vorremmo essere nella veste di genitore, nutrendo così su noi stessi e sui figli immaginati, desideri e aspettative.

Confrontandoci con il modello del “genitore perfetto” quello che non sbaglia mai, non è mai stanco, non perde mai la pazienza ecc… può capitare, una volta diventati genitori, di sentirci frustrati ed in colpa al pensiero di non essere, in fondo, un bravo genitore.